Il parlamento approva la legge per controllare i nostri profili facebook. Ufficiale

Il parlamento approva la legge per controllare i nostri profili facebook. Ufficiale

Materiale mostrato durante la conferenza stampa della polizia postale di Genova nell'ambito di una operazione che ha portato alla denuncia di decine di persone in tutta Italia per aver scaricato on-line film e telefilm coperti dal diritto d'autore, stamani 14 settembre 2010. ANSA/LUCA ZENNARO

Tempi duri per il social. Il parlamento ha oggi approvato una legge che permette di controllare i nostri profili facebook. Se finora era la magistratura a disporre i controlli delle chat private e dei profili facebook degli utenti, adesso le forze dell’ordine potranno agire in maniera autonoma, tempestiva e indisturbata.

“Una misura necessaria” dice il senatore Ignazio Laviola “Adesso le indagini potranno essere molto più veloci di prima. Con il pericolo terrorismo ed evasione fiscale, che, come tutti sappiamo, passano soprattutto tramite i social e la rete, questa autorizzazione renderà il lavoro molto più rapido e fluido per gli investigatori”. Ma molti sono gli intellettuali che si sono posti contro il provvedimento, come Diego Fuzari: “La legge che velatamente controlla i nostri profili, è in realtà, uno strumento per meglio capire i nostri gusti, le nostre tendenze e per meglio tenerci a bada. Un capitalismo che adesso diventa viscerale, autentico quanto manipolatore non solo dei consumi ma dei pensieri, e lasciatemelo dire, delle anime. State molto molto attenti, il prossimo passo potrebbe sfociare nella dittatura”.

La legge sta facendo molto discutere, ma molti dicono che è stata necessaria per fermare certi fenomeni. Alessandra, madre della piccola Carla dice: “Molti parlano solo per sentito dire. Mia figlia sui social è stata abbordata da un pedofilo. Se le le forze dell’ordine avessero potuto controllare sin da subito il profilo facebook di quell’uomo depravato, le indagini sarebbero state molto più rapide. Bravi tutti quelli al governo”.

Tra poco in redazione, intervisteremo l’esperto di comunicazione americano Dominick Porfito, ragionando meglio sulla legge.

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